Come potare il fico: quando farlo e come gestire i tagli

Il fico è probabilmente originario dell’attuale Turchia, da cui si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, dove è presente da tempo immemorabile. Il fico domestico (Ficus carica sativa) è tra le piante più antiche coltivate nell’area, di cui esistono numerosissime varietà, antiche e locali.
È molto produttivo e longevo (vive anche più di 60 anni). Oggi nel nostro paese è diffuso in campagna sotto forma di singole piante per l’autoconsumo, meno invece, anche rispetto al passato, come coltivazione. In quest’ultimo caso si parla di fichicoltura e i ficheti sono concentrati in Calabria, Campania e Puglia.
È una specie rustica e che richiede poche cure, tanto che spesso occupa zone marginali – non coltivabili – e nasce spontaneamente in punti difficili. Si adatta a ogni tipo di terreno purché non soggetto a ristagno idrico, che provoca marciumi radicali, a cui è sensibile. Ama il caldo e il sole, mentre sotto gli 8°C può subire dei danni. Resiste alla siccità, ma i frutti possono risentirne se è prolungata. La potatura è tra le poche cure da dedicare a questa pianta da frutto: oggi parleremo appunto della potatura dell’albero di fico.
Conoscere l’albero del fico
A meno che non faccia parte di un ficheto, in genere l’albero di fico cresce libero, senza che il suo sviluppo venga indirizzato secondo uno schema (forma d’allevamento). Ha quindi un portamento arbustivo, con un tronco corto e rami che partono dal basso. Tende a crescere verso l’alto e l’esterno, formando una chioma espansa e piuttosto “disordinata”. Non produce molti rami, che sono comunque piuttosto deboli.
I frutti del fico sono delicati e deperibili, molto zuccherini. Simbolo di abbondanza e fertilità, possono avere una forma più o meno sferica e la buccia gialla, verde, viola o bruna. In realtà non sono frutti: in termini botanici sono dei falsi frutti, di fatto sono fiori, o meglio, infiorescenze carnose. Mentre i frutti veri e propri sono gli acheni, cioè i “semi” che vedi nella polpa.
Il fico può fruttificare fino a 3 volte all’anno. Nelle varietà unifere di fico i frutti si formano da infiorescenze lungo il germoglio che in primavera si sviluppa dalla gemma apicale dei rami di un anno. Li raccogli a fine estate e sono i fichi veri o fòrniti. Nelle varietà bifere oltre ai forniti, che crescono sulla parte basale e centrale del germoglio, a inizio estate raccogli i fioroni o primaticci, che maturano da infiorescenze vicino all’apice (punta del ramo). Le infiorescenze dei fioroni si formano nella tarda estate e si trasformano in fichi l’anno dopo, prima dei forniti. Esistono infine varietà che producono la terza volta, in autunno, dei fichi tardivi, ma le varietà più comuni sono unifere e bifere.
Perché e quando potare il fico
A cosa serve potare il fico? Se hai un albero adulto i tuoi obiettivi sono stimolare nel tempo l’emissione di nuovi rami fruttiferi, regolare l’equilibrio tra produzione di frutti e vegetazione (cioè produzione di rami e foglie), far sì che la chioma sia ben arieggiata e illuminata al centro, eliminare parti deperite e rami di troppo, mantenere la pianta di dimensioni contenute in altezza per gestirla e raccogliere i fichi con comodità.
Quando potare il fico? Il momento migliore è verso la fine dell’inverno, dopo la metà di febbraio, quando la pianta è ancora in riposo vegetativo, ma al sicuro da gelate tardive, che il fico soffre.
La potatura dell’albero di fico non deve essere per forza annuale: dato che la pianta non produce molti rami è sufficiente tagliarla ogni 2-3 anni. L’importante è non abbandonarla a se stessa, ma gestirla appunto con un minimo di regolarità. Così non ti troverai a fare tagli su rami grossi che, come vedremo tra poco, sono da evitare. Pota il fico con misura: ti consigliamo di evitare anche potature drastiche. La pianta infatti risponderebbe producendo molti rami e foglie, rendendo così la chioma ancora più disordinata.
Per potare il fico procurati cesoie, seghetto, troncarami e seghetto telescopico (come abbiamo visto, i rami del fico non sono robusti, perciò per tagliare in altezza ti conviene non usare scale ma lavorare da terra). Indossa guanti antitaglio – almeno per la mano che non impugna le cesoie o il seghetto –, occhiali protettivi o visiera, caschetto quando necessario e abiti da lavoro con maniche lunghe (il latte che fuoriesce da foglie e rami del fico irrita la pelle).
Se devi tagliare rami spessi, puoi usare la motosega o il potatore e in questo caso ti consigliamo di indossare abbigliamento antitaglio, almeno pantaloni, manichette e calzature. Se hai una motosega a batteria o un potatore a batteria, in campagna per ricaricarli puoi servirti di una stazione di ricarica.
Come potare il fico
Prima di cominciare a potare, osserva il fico per decidere quali rami lasciare sulla pianta. Anzitutto rimuovi i rami secchi, malati, danneggiati. Approfitta per rifilare anche i monconi lasciati da tagli (errati) precedenti. Eliminare le parti compromesse dell’albero è importante anche per la difesa contro le malattie – ad esempio la botrite – e gli attacchi di insetti nocivi.
Non solo, fare una pulizia preliminare ti semplifica le operazioni successive, che vanno ripetute branca per branca (ciascuno dei grossi rami inseriti sul tronco del fico):
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Elimina i polloni e i succhioni: i primi sono rami che si sviluppano alla base della pianta, molto numerosi nel fico; i secondi sono rami verticali vigorosi che si sviluppano sulle branche. Puoi eliminare i polloni del fico anche d’estate.
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Fai tagli di ritorno partendo dall’apice e procedendo verso la base della branca in modo da abbassare la chioma, ridurne le dimensioni in larghezza e, allo stesso tempo, rinnovarla.
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Taglia per intero, eliminandoli alla base, i rami che vanno verso l’interno della pianta o verso l’alto, in sovrappiù, posizionati male, sovrapposti ad altri rami etc. Per procedere con ordine parti sempre dalla punta e scendi alla base della branca.
Facendo un taglio di ritorno tagli un ramo sopra un suo ramo laterale (oppure una branca sopra una branca laterale), che diventa il nuovo apice. In pratica devii la crescita sul ramo laterale. Con questo tipo di taglio accorci i rami e stimoli il fico a emetterne di nuovi, sotto il taglio, che produrranno in futuro. Quindi non accorciare i rami spuntandone le cime a casaccio – perché elimineresti le parti che producono i fichi – ma seleziona quelle da lasciare con tagli di ritorno.
L’albero del fico cicatrizza con difficoltà i tagli grossi, di rami con 6-10 cm di diametro o più: ti suggeriamo di farne meno possibile, solo se strettamente necessari. Quando devi potare un ramo spesso e/o molto lungo, per evitare che strappi la corteccia e per avere il massimo controllo sul taglio, non segarlo tutto in una volta ma in più pezzi, fino ad arrivare all’ultimo taglio, a ridosso del collare di corteccia.
Inoltre quando poti il fico (o qualsiasi altro albero) ti raccomandiamo di:
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Fare tagli netti, non sfilacciati: per questo è indispensabile che gli attrezzi da potatura siano ben affilati.
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Tagliare rispettando il collare di corteccia, cioè l’“anello” che collega il ramo al tronco o al ramo da cui si sviluppa: danneggiarlo significa impedire al fico di cicatrizzare la ferita e di difendersi dai patogeni.
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Non lasciare monconi: sono punti d’ingresso per insetti e malattie.
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Disinfettare gli attrezzi prima di passare da una pianta all’altra: è sufficiente della candeggina.
A proposito di alberi da frutto, qui trovi una selezione di articoli a tema del nostro blog:
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Come piantare un frutteto
Concludiamo con un’introduzione alla potatura degli alberi, una guida agli attrezzi da potatura e un approfondimento sugli errori da non fare quando poti.
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