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Cura del verde
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Potatura estiva della vite: scacchiatura, sfogliatura, legatura

Dallo sviluppo dei germogli alla vendemmia

Tra i lavori da sbrigare in vigna la potatura invernale o secca che si fa durante il riposo vegetativo – a fine inverno o già nel tardo autunno, in base alla zona – è probabilmente la più conosciuta, ma non è l’unica. Esiste infatti la potatura estiva o verde, che non è una singola operazione ma un insieme di attività da svolgere sulle parti verdi della pianta tra la primavera inoltrata e l’estate. L’obiettivo della potatura estiva è evitare ombra e umidità attorno ai grappoli e far sì che l’uva sia di buona qualità.

Anche se meno nota, la potatura estiva della vite non è meno importante della potatura invernale, tanto per la funzione che ha quanto per l’impegno che richiede. Come dicevamo comprende diverse pratiche: spollonatura, scacchiatura, sfemminellatura, cimatura, legatura dei germogli; sfogliatura; diradamento dei grappoli. Non vengono necessariamente svolte tutte, bisogna valutare caso per caso, ad esempio in base alla forma d’allevamento del vigneto o all’andamento meteo dell’annata. Oggi parleremo dei diversi lavori di potatura estiva, concentrandoci in particolare su scacchiatura, legatura e sfogliatura.

Perché si fa la potatura estiva della vite

Con la potatura secca lasci sulla vite un certo numero di gemme, nate la primavera precedente (gemme dormienti o ibernanti). Superato l’inverno, con il risveglio vegetativo da queste gemme si sviluppano i germogli (con le relative foglie) che d’estate lignificando diventeranno tralci, e le infiorescenze, cioè i gruppi di fiorellini che formeranno i grappoli.

Un numero eccessivo di germogli è negativo per la buona maturazione dell’uva e per la salute delle viti. Con la potatura verde regoli l’equilibrio tra fogliame e grappoli, selezionando i germogli più promettenti per la produzione e creando le condizioni ottimali – chioma ben arieggiata e illuminata dal sole – affinché l’uva possa maturare al meglio. Ciò inoltre evita che si creino le condizioni favorevoli per l’insorgere di malattie – tra cui peronospora, oidio e botrite – e ti permette di distribuire meglio i trattamenti necessari.

 

Scacchiatura, sfogliatura e legatura delle viti

Con l’operazione di scacchiatura elimini i cacchi, i germogli doppi che a volte nascono, dalla stessa gemma, accanto al germoglio principale. In generale con la scacchiatura togli i germogli sterili, ossia privi di grappoli. In senso più ampio elimini i germogli di troppo, anche se fertili (cioè con grappoli). Può infatti essere opportuno staccare quelli che, posizionali male o deboli, infittiscono la chioma.

Fai la scacchiatura direttamente con le mani, senza strappare gli altri germogli o i tralci, finché i germogli sono teneri (lunghi circa 20 cm) oppure usando le cesoie. È importante che non sia drastica affinché la vite non reagisca stimolando la crescita dei germogli superstiti, a cui dovrai rimediare con la cimatura (di cui parleremo dopo), e in modo da non avere problemi in fase di potatura invernale. Rimuovendo anche dei germogli fertili, con la scacchiatura “anticipi” almeno in parte il diradamento dei grappoli (anche di questo parleremo dopo).

La sfogliatura o defogliazione è l’intervento di potatura verde con cui asporti alcune foglie basali, le più vecchie e meno utili alla fotosintesi e quindi alla maturazione dell’uva. Puoi farla dalla pre-fioritura all’invaiatura (cambio di colore, dal verde al colore tipico della varietà d’uva). È preferibile intorno all’allegagione (passaggio da fiori ad acini) o al limite in fase di pre-chiusura dei grappoli, prima cioè che gli acini ingrossando inizino a toccarsi.

Lo scopo della sfogliatura è infatti ottenere grappoli ben arieggiati ed esposti agli eventuali trattamenti, quindi più sani, e meglio illuminati dal sole, ossia ben maturi e di qualità. Se hai un vigneto familiare puoi defogliare a mano. La defogliazione non è sempre necessaria: lo diventa se le foglie sono troppo fitte all’altezza dei grappoli. Una possibile conseguenza negativa di una sfogliatura esagerata o nel periodo più soleggiato sono infatti le scottature degli acini. Può comunque essere utile defogliare poco prima della vendemmia per facilitare la raccolta manuale.

La scacchiatura, insieme a spollonatura e sfemminellatura – delle quali diremo a breve –, va fatta prima della legatura dei germogli o palizzamento. Crescendo i germogli non sempre riescono ad aggrapparsi da soli ai fili di sostegno, così sporgono lungo l’interfilare rischiando di spezzarsi e creando ostacolo. Con la legatura delle viti fissi i germogli ai fili orizzontali, in modo da indirizzarne la crescita secondo la forma d’allevamento, ed evitare che facciano ombra ai grappoli e coprano le zone interessate da eventuali trattamenti antiparassitari.

La legatura è indispensabile nelle forme d’allevamento a spalliera in cui i germogli vanno verso l’alto, tipo Guyot e cordone speronato. Per legarli ai fili puoi usare materiali naturali – come i tradizionali rametti di salice o la rafia – o appositi ganci d’acciaio o plastica. In alternativa alla legatura i germogli vengono “imbrigliati” tra coppie di fili mobili che, quando i germogli tendono a flettersi, vengono sollevati insieme alla vegetazione e bloccati con appositi ganci.

Per le attività di potatura verde che puoi fare con le sole mani, senza usare cesoie, ti consigliamo di indossare guanti da lavoro robusti. Quando invece operi con le cesoie, usa guanti antitaglio almeno per la mano che non le impugna, a cui puoi aggiungere delle manichette antitaglio per proteggere l’avambraccio. Ripara gli occhi con occhiali o visiera e i piedi con calzature antitaglio.

 

Le altre operazioni di potatura estiva della vite

La scacchiatura, di cui abbiamo scritto prima, completa il primo intervento di potatura verde: la spollonatura, e può essere eseguita insieme a quest’ultima. Con la spollonatura rimuovi i germogli che si sviluppano sul fusto della vite, chiamati appunto polloni. Vanno eliminati per evitare che competano con i germogli uviferi per le sostanze nutritive: puoi farlo a mano, finché sono giovani, o con le cesoie. Facendo attenzione a non danneggiare il tronco fai la spollonatura anche con il decespugliatore munito di testina a filo.

Se il terreno del tuo vigneto è inerbito, puoi utilizzare il decespugliatore anche per sfalciare periodicamente sia i filari che gli interfilari. Negli interfila puoi tagliare l’erba anche con trattorino a scarico laterale o trattorino tagliatutto, oppure trinciare con trinciatutto. Qui puoi approfondire i temi della gestione del suolo con l’inerbimento e della pulizia del sottofila con decespugliatore nel vigneto.

La sfemminellatura è invece l’operazione di potatura verde con cui togli le femminelle o rami anticipati, che hanno origine da gemme nate lo stesso anno (dette gemme pronte). Le femminelle sono utili alla vite per la fotosintesi, perciò puoi limitarti a eliminare a mano o con cesoie quelle che creano affastellamento nella chioma, facendo attenzione a non rovinare la gemma dormiente vicina.

Dopo la legatura, con la cimatura rimuovi la parte terminale dei germogli – e insieme le foglie più giovani – per gestire la chioma quando tende a fuoriuscire dai fili e far sì che la vite concentri le proprie risorse sui grappoli. In un piccolo vigneto puoi farla a mano o con le cesoie. La cimatura non deve essere drastica per evitare di togliere molte delle foglie più attive per la fotosintesi (e la maturazione). D’altro canto può favorire la crescita delle femminelle, che compensano l’eliminazione delle foglie più funzionali.

Anche se è l’intervento classico che associamo alla potatura, potare non significa solo tagliare rami o germogli, cioè futuri rami: lo abbiamo già visto con sfogliatura e legatura. Il diradamento dei grappoli consiste in una cernita, con cui tra l’allegagione e l’invaiatura asporti – a mano, con l’aiuto di cesoie – i grappoli in eccesso. Con il diradamento riduci la competizione tra i grappoli togliendo quelli portati da tralci deboli, in ritardo nella maturazione, posizionati male etc. Il diradamento non è sempre necessario, in genere viene praticato per le uve pregiate. Può servire nelle annate in cui i grappoli sono molto numerosi, situazione che va a discapito della qualità dell’uva. È comunque un’attività straordinaria, che non può correggere uno squilibrio vegeto-produttivo, il quale va gestito altrimenti, cominciando dalla potatura invernale.

Concludiamo l’articolo con una panoramica su come scegliere un vitigno per impiantare una vigna, e un focus sulle piante che puoi abbinare alla vite per fare tesoro della biodiversità nel vigneto.

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