Come evitare lepri nell’orto in modo naturale

Le lepri sono presenti in tutta Italia. La specie diffusa un po’ ovunque è la lepre comune o europea, ma non è la sola. La lepre italica, più slanciata, è localizzata in Sicilia e in alcune zone del Centro-Sud. Invece la lepre sarda è più piccola e concentrata in Sardegna. Infine la lepre bianca o variabile, il cui pelo cambia colore in base alla stagione, vive solo sull’arco alpino.
La lepre è attiva specialmente al crepuscolo e di notte, mentre durante il giorno rimane nel covo. Infatti non scava tane, ma si acquatta in avvallamenti riparati, ad esempio tra l’erba, il verde, le zolle di terra. Si adatta a diversi habitat ma tende a raccogliersi dove la situazione è più favorevole: l’ambiente ottimale è variegato, ad esempio alterna piccoli appezzamenti coltivati e vegetazione spontanea (aree incolte, cespugli, bosco non troppo fitto etc.). La varietà ambientale non garantisce solo disponibilità di cibo tutto l’anno, ma anche possibilità di trovare rifugio: per questo le zone agricole sono l’ideale. Descritti per sommi capi l’habitat e le abitudini delle lepri, in questo articolo vedremo quali danni possono provocare in giardino, in orto e nei campi, e spiegheremo come allontanarle.
Lepri nell’orto: i danni
Se offre tutto il necessario, la lepre tende a rimanere nella stessa area a lungo. Si sposta se subentra un pericolo, una fonte di disturbo oppure se il cibo diventa insufficiente. Per esempio si muove verso zone meno aride d’estate, più soleggiate d’inverno.
La lepre è erbivora: in primavera ed estate si nutre delle parti verdi delle piante come germogli e rametti, in autunno e inverno delle parti secche. Spazia in ampie superfici, cibandosi principalmente di vegetazione spontanea. Se questa però scarseggia – ad esempio per siccità, temperature rigide o neve – o se ci sono numerose altre lepri, ripiega sulle piante coltivate. Nella bella stagione bruca alberi e arbusti (giovani in particolare), ortaggi (carote, spinaci...), leguminose (piselli, fagioli etc.). In autunno e inverno rosicchia la corteccia di alberi e arbusti; mangia le foglioline dei cereali autunno-invernali come il frumento, frutti caduti per terra, semi, radici, ortaggi (radicchio, cavoli etc.). Inoltre può capitare che con i suoi incisivi rovini i tubi e le ali gocciolanti dell’impianto di irrigazione.
Gli alberi e gli arbusti presi di mira dalle lepri sono alberi da frutto, viti, piante ornamentali e da siepe. Rispetto agli ortaggi e ad altre colture subiscono danni maggiori per via dello scortecciamento del tronco, che tra l’altro facilita l’ingresso di patogeni e lo svilupparsi di malattie, e nei casi più gravi provoca la morte della pianta.
Considera che danni simili a quelli della lepre possono essere causati da altri animali. La corteccia rosicchiata, i germogli e i rametti troncati sono segni lasciati anche dal coniglio selvatico – di cui parleremo dopo – e da roditori come scoiattoli, topi e simili. A essere diverse sono le dimensioni dei morsi e la loro altezza dal suolo. Di brucatura e rosicchiatura di verdure e altre colture possono essere responsabili ad esempio il coniglio selvatico e la nutria (vicino a corsi d’acqua e habitat umidi, non amati dalle lepri). Escludi invece a priori le talpe perché sono insettivore.
A proposito di topi e ratti, ecco il nostro articolo su come allontanarli da giardino e orto. Qui invece trovi i nostri suggerimenti per tenere lontane le talpe.
Come allontanare le lepri dall’orto
Se abiti distante dalla città, in un posto tranquillo – in un piccolo paese, in campagna o in un’area isolata – potresti avere a che fare con le lepri (e con altri animali selvatici quali caprioli e cinghiali). Può accadere specialmente nella stagione fredda, quando in natura il cibo è poco, e se la tua proprietà non è recintata – o lo è solo in parte –, e ai bordi scende in un fosso, sconfina in un campo, sfuma in una siepe o in un boschetto.
L’unico modo per allontanare le lepri e proteggere le tue piante dai loro danni è prevenirli. A seconda del caso puoi:
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Recintare il terreno coltivato o l’orto con una rete alta 1-1,5 m, da interrare per circa 30 cm (valuta la comodità di una motocarriola per trasportare la rete e i pali di sostegno della recinzione).
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Avvolgere il tronco delle singole piante con uno shelter (in commercio ne trovi di vari tipi), della rete metallica fitta fermata con fascette da elettricista o una soluzione fai da te con materiali di recupero (ad esempio delle bottiglie di plastica aperte con un taglio per lungo e impilate attorno al fusto).
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Applicare sostanze repellenti per lepri che rendono sgradevole l’odore e il sapore delle piante.
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“Distrarre” le lepri da alberi, arbusti e colture mettendo a loro disposizione nelle zone e nei periodi a rischio cibo alternativo, come resti di potatura, frutta e verdura di scarto, fieno.
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Mantenere la vegetazione spontanea nelle vicinanze delle colture (ad esempio qui puoi dare un’occhiata a quali piante vivono bene vicino alle viti).
Per quanto riguarda i repellenti per lepri, chiamati anche disabituanti, in commercio trovi prodotti a base di principi attivi di sintesi o naturali (ad esempio estratti di peperoncino e aglio). Li applichi con pennello o mini-rullo per difendere il tronco durante il riposo vegetativo. Li distribuisci per proteggere la chioma durante la ripresa vegetativa con pompa a spalla o atomizzatore. Puoi anche usarli per creare una “barriera chimica” intorno a un’area irrorando una fascia di terreno. Queste sono indicazioni di massima, ti raccomandiamo di seguire le istruzioni del prodotto che acquisterai. In modo simile, puoi provare ad allontanare le lepri con una “barriera” di peperoncino e aglio tritati disposta attorno all’area o alle piante da proteggere.
È importante che le lepri trovino cibo e rifugio. In questo senso vegetazione spontanea, siepi, macchie di arbusti etc., così come l’inerbimento degli interfilari più esterni del frutteto o vigneto, prevengono i danni ad alberi da frutto, viti, piante ornamentali, ortaggi e altre colture. La vegetazione non deve però infittirsi troppo – altrimenti perde di utilità per la lepre –, quindi è opportuno di tanto in tanto trinciare o sfalciare parzialmente, per esempio servendoti di trinciatutto o decespugliatore.
Non solo lepri: gli altri lagomorfi
Se vedi un animale selvatico con orecchie allungate e zampe posteriori lunghe e muscolose, perfette per correre e saltare, non è sempre una lepre. Nella nostra penisola vivono infatti altri animali della stessa famiglia e molto somiglianti: il coniglio selvatico e il silvilago (chiamato anche minilepre).
Il coniglio selvatico ha il corpo più tozzo della lepre, con zampe posteriori meno slanciate. A differenza della lepre scava tane e gallerie, si ciba nelle aree circostanti e vive in colonie anche numerose (la lepre invece non è un animale sociale, anche se tende a formare piccoli gruppi). A distanza potresti confondere il coniglio selvatico con la minilepre. Quest’ultima però, quando fugge, è riconoscibile dall’andamento a zigzag. Conigli selvatici e minilepri hanno abitudini alimentari simili alla lepre, perciò possono danneggiare piante e colture: valgono quindi anche per loro le misure di prevenzione che abbiamo elencato prima.
Tra gli animali meno graditi dell’orto e del giardino non mancano molluschi e insetti. Ecco allora come eliminare lumache e chiocciole, zanzare, formiche e parassiti delle piante.
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