Prato ingiallito, secco e a chiazze, come risolvere il problema

Prevenire è meglio che curare

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

21/09/2022

Tempo di lettura stimato circa 4 minuti

Il prato ingiallito è un problema che puoi riscontrare tutto l’anno e in particolare, per una concomitanza di fattori, in estate. Spesso l’erba paga lo scotto di una manutenzione non ottimale (irrigazione, taglio, concimazione etc.).

Qual è la cura per un prato ingiallito? Indipendentemente dall’origine del danno, in genere la soluzione ultima per rigenerare il prato è riseminare le zone rovinate in autunno o primavera. Ecco perché è importante giocare d’anticipo: oggi vedremo le principali cause di un prato secco, quindi daremo i consigli per risolvere il problema e prevenirlo.

Prato secco e irrigazione

Il caldo eccezionale e la siccità dell’estate appena trascorsa hanno dimostrato con chiarezza che se manca l’acqua, per carenza di pioggia o irrigazione, il prato ingiallisce. Ogni prato ha un fabbisogno idrico che dipende dal tipo di erba, dalla zona dove abiti, dalla stagione, dall’andamento meteorologico e dalle caratteristiche del terreno. In estate, nel nostro paese, da nord a sud oscilla tra i 5 e i 7 l/m2 giornalieri.

È preferibile non bagnare spesso, quindi alterna 2-5 giorni di pausa a irrigazioni abbondanti, che compensino i giorni di stop. Questo perché un ambiente umido è l’habitat ideale per l’insorgere di malattie fungine, un’altra causa tipica di ingiallimento del prato. Tra l’altro questo sistema a turni di irrigazione stimola l’erba a sviluppare radici profonde, quindi a diventare più resistente all’arsura.

Per lo stesso motivo (evitare il persistere dell’umidità) irriga il prato al mattino presto: in questo modo ha il tempo di asciugarsi bene.

Prato ingiallito e concimazione

Il prato ha bisogno di nutrimento, esattamente come le piante dell’orto e del giardino. Se la concimazione risulta insufficiente o, al contrario, esagerata, il risultato può essere un prato ingiallito (è il classico sintomo di deficit d’azoto).

In linea di massima è consigliabile concimare il prato 4-5 volte l’anno: alla ripresa vegetativa di fine inverno (marzo), a primavera inoltrata (maggio), tra fine primavera e inizio estate (metà giugno/luglio), a inizio e fine autunno (settembre e dicembre).

Ogni concimazione va fatta con concimi corretti e dosi appropriate al periodo e allo scopo. In genere si usa un concime a lenta cessione NPK – cioè composto da azoto (N), fosforo (P) e potassio (K) –, mentre in estate è meglio evitare concimi contenenti fosforo. Puoi usare, invece, un concime a pronto effetto per rigenerare un prato indebolito da carenze nutritive.

Anche un’eccedenza di prodotto può ingiallire o bruciare il prato: per rimediare raccogli dal terreno quanti più granuli possibile e irriga bene per diluirne la concentrazione. Questa soluzione vale anche se ti capitasse di somministrare un prodotto sbagliato. Oltre ad attenerti alle dosi raccomandate distribuisci il concime in modo uniforme: per questo può tornarti utile un carrello spandiconcime.

Prato secco a chiazze e malattie fungine

Esistono diverse malattie causate da funghi e colpiscono il prato quasi tutto l’anno, soprattutto tra maggio e settembre. A seconda del parassita e dello stadio della fitopatia, sul prato secco le chiazze sono più o meno tondeggianti ed estese, con colori che vanno dal biancastro/grigio al giallo e al marrone.

Una malattia fungina va affrontata applicando un anticrittogamico ad ampio spettro o, meglio, specifico (se riesci a identificare il fungo responsabile, come il Pythium o la Rhizoctonia solani, per nominarne un paio tra i più comuni). Rispetta strettamente le dosi raccomandate: i fungicidi possono risultare tossici per le persone, gli animali domestici, il terreno e il prato stesso.

Alcune condizioni agevolano l’insediamento dei funghi patogeni: in primis un’irrigazione sovrabbondante. Altrettanto si può dire degli squilibri nutritivi, del taglio scorretto, della presenza di feltro, delle condizioni climatiche difficili (umidità, caldo eccessivo o, al contrario, gelo). Di fronte a un prato ammalato conviene fare l’“anamnesi” per capire quale (o quali) di questi fattori lo abbia reso così vulnerabile, in modo da evitare che il danno si ripeta.

Come prevenire il prato ingiallito

È evidente che sia meglio prevenire piuttosto che doversi prendere cura del prato ingiallito e poi riseminare per rigenerarne le zone danneggiate.

Quindi per mantenere in salute il prato ed evitare che ingiallisca:

  • Irriga nelle quantità corrette evitando che rimanga umido a lungo, come spiegato prima.

  • Concima nelle modalità e nei tempi esatti, come detto sopra: a proposito, il potassio aiuta le piante a contrastare malattie, siccità e freddo ma, come sempre, non bisogna esagerare.

  • Taglia l’erba alla giusta altezza.

  • Elimina il feltro.

Abbassare troppo il prato significa procurare stress alle piantine di erba. Ogni stagione ha la sua altezza ideale e i mesi più caldi e aridi sono i più delicati (qui trovi i trucchi per tagliare il prato d’estate).

Il prato è ingiallito dopo il taglio? Assicurati che le lame del tagliaerba o del trattorino siano ben affilate, così che il taglio risulti netto; diversamente strappano i tessuti vegetali causando un ingiallimento generalizzato. Lo stesso vale quando usi il trinciaerba. Se invece adoperi il decespugliatore monta il filo adatto: se è troppo grosso infatti non taglia in modo pulito ma sfilaccia l’erba.

Il feltro fa da barriera al passaggio di luce, acqua e ossigeno; aumenta il ristagno d’acqua e il rischio di malattie fungine; riduce l’efficacia della concimazione e della risemina. Dunque tieni pulito il prato: limita il taglio mulching ai periodi in cui l’erba si decompone facilmente (nei mesi più caldi) e sfrutta il soffiatore non solo per liberare il prato dalle foglie (è uno dei lavori da fare in giardino d’autunno), ma anche da piccoli resti di potatura, segatura etc.

Periodicamente fai l’arieggiatura del prato (al link trovi tutti gli step da seguire). È un’operazione spesso trascurata, da fare ad esempio con l’arieggiatore, proprio per eliminare il feltro (e l’eventuale muschio, un ulteriore inconveniente legato all’umidità).

Un’altra possibile causa per il prato ingiallito è il mancato attecchimento di porzioni del prato a rotoli che hai steso da poco (potrebbe accadere con le zolle molto piccole oppure lungo i bordi). Verifica qui tutti i passaggi per una posa del prato a rotoli fatta a regola d’arte. Qui invece trovi i passaggi per seminare il prato.

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