Arieggiatura del prato: perché, come e quando farla

Rendi invidiabile l’erba del tuo giardino

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

14/04/2021

Tempo di lettura stimato circa 5 minuti

Il prato è probabilmente il biglietto da visita del giardino: lo vorremmo rigoglioso, uniforme e di un verde vivo. Viceversa un’erba stentata, rada e ingiallita, oltre a non essere un bel vedere, mostra chiari sintomi di cattiva salute.

Un prato può soffrire sia per una scelta poco felice del tipo d’erba seminata che per una manutenzione poco attenta. Un’operazione piuttosto trascurata è appunto l’arieggiatura (o arieggiamento) del prato. Oggi spiegheremo cos’è, perché è importante e come farla, terminando con alcuni suggerimenti per mantenere bello e sano il prato tra un’arieggiatura e la successiva.

A cosa serve arieggiare il prato

L’arieggiatura del prato serve anzitutto a rompere e asportare il feltro. Si tratta di quella coltre di materiale organico (foglie, resti di sfalcio, pezzi di radici, detriti vegetali vari…) che si deposita normalmente sull’erba, dove continua ad accumularsi quando il terreno non riesce più a decomporlo.

Fino a pochi millimetri (3 o 4) il feltro funziona da pacciamatura, capace di ridurre l’evaporazione dell’umidità dal terreno: un fatto positivo per il prato, specie d’estate. Oltre diventa una barriera insidiosa per la salute e la bellezza dell’erba:

  • Impedisce il passaggio della luce, dell’ossigeno e dell’acqua (che invece tende a ristagnare);

  • Fa crescere l’erba in altezza alla ricerca di luce;

  • Rende meno efficienti l’irrigazione, la concimazione e la risemina.

In pratica con meno luce, acqua e sostanze nutritive a disposizione il prato diventa più vulnerabile alle malattie e meno resistente sia alla siccità estiva che ai rigori invernali.

Dunque cosa significa arieggiare il giardino? Con l’arieggiatura del prato elimini il feltro – si parla di “sfeltratura” – così restituisci ossigeno alle radici dell’erba, permetti all’acqua e alle sostanze nutritive di essere assorbite dal terreno e fai in modo che le piantine d’erba svolgano al meglio la fotosintesi. Se intervieni con un’arieggiatura più energica – verticuttatura e scarificatura del suolo – incidi anche il terreno con delle lame per, rispettivamente, qualche millimetro o centimetro di profondità. In questo modo lo scompatti, facilitando la circolazione di ossigeno, acqua e nutrienti.

Arieggiare il prato non serve solo a togliere il feltro. Con l’arieggiamento infatti elimini anche il muschio, che prende il sopravvento sull’erba, in particolare all’ombra, quando c’è umidità che ristagna e spazio libero.

Feltro e muschio non sono gli unici nemici del prato: qui trovi una panoramica sui vari modi per eliminare le erbe infestanti.

Come e quando arieggiare o scarificare il prato

Dunque, quando arieggiare e scarificare il prato? Dal secondo/terzo anno di vita del tappeto erboso, i periodi giusti dell’anno per fare l’arieggiatura sono l’inizio della primavera (febbraio-marzo) per le macroterme, tipi d’erba affini ai climi caldi; la fine estate/inizio autunno (settembre-ottobre) per le microterme, più compatibili con i climi freddo-umidi. Non deve essere né troppo caldo né troppo freddo, l’erba ha bisogno delle condizioni più adatte per riprendere rapidamente a crescere.

Quanto spesso fare l’arieggiatura del prato? Dipende dal tipo d’erba, dalle caratteristiche del terreno e dall’“uso” che fai del prato. Se il suolo è argilloso e tende quindi a compattarsi va arieggiato almeno una volta all’anno; se invece è sabbioso puoi arieggiare ad anni alterni. Comunque sia il terreno del tuo giardino, valuta la portata delle altre possibili cause di compattamento come il calpestio frequente e il passaggio di auto.

Dunque, come arieggiare il prato? Ecco i passaggi da seguire per un arieggiamento a regola d’arte:

  • Taglia l’erba molto bassa (circa 3 cm) e raccogli lo sfalcio;

  • Se c’è del muschio spargi dell’antimuschio a base di ferro e, prima di arieggiare il giardino, aspetta che si secchi;

  • Se necessario bagna il prato: con il suolo umido (non inzuppato) le lame dell’arieggiatore lavorano più facilmente;

  • Procedi con l’arieggiatura: se il terreno è argilloso o non arieggiato da tempo (più di un anno) è meglio ripeterla con una seconda passata perpendicolare alla prima;

  • Se il tuo aeratore per prato non ha un sistema di raccolta integrato raccogli il feltro con il rastrello: puoi impiegarlo per fare il compost;

  • Nutri l’erba distribuendo concime da prato con azoto (soprattutto), potassio e fosforo: deve riprendersi velocemente dallo stress del taglio basso e dell’arieggiamento per tornare a crescere e rinverdire i “buchi” del prato e gli spazi eventualmente lasciati del muschio;

  • Fai la risemina (o trasemina) se il prato è molto diradato o se il muschio ha lasciato ampie chiazze di terreno spoglio.

Quali sono gli attrezzi da usare per arieggiare il giardino? Se il prato ha dimensioni contenute ti può bastare un arieggiatore (o aeratore) per prato manuale: una specie di rastrello dotato di lame, piuttosto impegnativo da usare.

In alternativa, specie se hai un giardino ampio, puoi orientarti verso versioni motorizzate di arieggiatore, che possono essere:

  • A molle con denti che fanno la sfeltratura vera e propria: in pratica “pettinano” il prato rompendo e sollevando il feltro e, se c’è, il muschio;

  • A lame: insieme alla sfeltratura fanno anche la scarificatura o la verticuttatura del terreno, cioè lo incidono più o meno in profondità;

  • A traino: è il caso dell’arieggiatore a molle Oleo-Mac che agganci alla motozappa piccola MH 155 K, trasformandola in un pratico aeratore da prato.

Come prevenire il feltro

Ora sai come arieggiare il giardino, ma puoi prevenire o ridurre la formazione del feltro? Sì, ecco con quali accorgimenti:

  • Tieni pulito il prato rastrellando regolarmente dalla primavera in avanti;

  • Quando poti gli alberi o sfoltisci la siepe elimina dall’erba anche i residui più piccoli, magari sfruttando un soffiatore, che in autunno è preziosissimo per rimuovere le foglie morte;

  • Quando tagli il prato raccogli lo sfalcio con il cesto raccoglierba del tagliaerba o del trattorino o – al limite – con il rastrello;

  • Lascia lo sfalcio sul posto solo se è trattato con la funzione mulching del tagliaerba/trattorino: assicurati che sia ben distribuito e non crei mucchietti;

  • Usa il mulching solo finché la stagione lo permette: dopo l’estate è meglio raccogliere l’erba perché le temperature non sono sufficienti per decomporla perfettamente e, con l’umidità tipica dell’autunno, rischi che si sviluppino dei marciumi.

A proposito di estate: è un momento delicato per il prato. Siccità e caldo rendono la vita difficile all’erba, ma sfalciare nella maniera corretta serve a mantenerla in forma. Dai un occhio ai nostri trucchi su come tagliare il prato d’estate.

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