Consigli utili per riscaldare casa senza gas

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

06/12/2023

Tempo di lettura stimato circa 7 minuti

Il legno è il combustibile più antico. È legato alla scoperta del fuoco, quindi alla possibilità di cuocere i cibi, scaldarsi, difendersi: insomma un tutt’uno con la sopravvivenza degli esseri umani. Mentre brucia libera energia, invertendo quanto avviene con la fotosintesi clorofilliana, quando le piante assorbono energia dal sole per produrre le sostanze nutritive che servono a farle crescere, quindi a formare lo stesso legno. In parte caduto in disuso a favore dei combustibili fossili, cominciando dal carbone, negli ultimi anni il legno è tornato in auge.

Il legno ha ritrovato un ruolo di primo piano sia per la crescente sensibilità verso l’ambiente, sia per l’aumento dei prezzi degli altri combustibili e del gas in particolare. Le tensioni internazionali infatti hanno evidenziato quanto sia critica la dipendenza dai combustibili fossili e dalle forniture estere.

Se tradizionalmente si presenta in ciocchi da ardere, da anni viene usato anche sotto forma di pellet (polverizzato e compresso in cilindretti) e di cippato (ridotto in scaglie). Il legno è il protagonista di questo articolo dedicato a come riscaldare la casa senza gas.

Riscaldare senza gas

Il legno è ancora molto diffuso per riscaldare, in alcune zone grazie alla vicinanza di campagne e boschi. Nelle aree isolate, non metanizzate, diventa una risorsa indispensabile. È una risorsa anche per chi ha una casa grande o datata e poco efficiente dal punto di vista energetico. Molto spesso infatti il riscaldamento a legna integra l’impianto di riscaldamento principale, altre volte è proprio il sistema principale per riscaldare l’abitazione. Comuni sono i caminetti classici, a focolare aperto, e le stufe a legna tradizionali, entrambi inefficienti e piuttosto inquinanti. Frequenti anche gli apparecchi più moderni, come le stufe a pellet o cippato e i caminetti chiusi. In linea di massima, però, se una caldaia ha almeno una quindicina d’anni è obsoleta, quindi poco efficiente. Questa considerazione si estende alle vecchie stufe a legna e, in ogni caso, ai caminetti aperti (ciò non toglie che abbiano il loro fascino).

Cambiare la vecchia stufa o la vecchia caldaia con un sistema di riscaldamento domestico ad alta efficienza energetica ti fa risparmiare combustibile – che sia legna o altro – e, di conseguenza, denaro. Le stufe di ultima generazione infatti hanno rendimenti molto alti, anche nell’ordine dell’80%. Inoltre riducono le emissioni inquinanti e, in senso più ampio, l’impatto ambientale. A ciò si aggiunge il vantaggio di un comfort termico maggiore. Di certo è un cambiamento costoso, che però si ripaga nel tempo. Installare un sistema di riscaldamento molto efficiente, però, può non bastare se c’è una forte dispersione termica. L’efficientamento energetico di una casa richiederebbe interventi più complessi: coibentare i muri esterni, isolare il tetto e/o il sottotetto, sostituire i serramenti.

Ritorniamo al legno. Per riscaldare la casa senza gas, ma usando biomasse legnose – cioè legna e scarti di legno non “contaminati” da colla, vernice etc. – puoi usare questi sistemi ad alta efficienza:

  • Caldaia a legna, a pellet o a cippato: funziona come generatore di calore dell’impianto di riscaldamento domestico.
  • Stufa a legna o a pellet: riscalda l’aria della stanza in cui è collocata, ma tramite canalizzazioni può riscaldare le stanze vicine. Alcuni tipi di stufa possono essere allacciati all’impianto di riscaldamento presente, per esempio a radiatori o a pavimento.
  • Camino (detto anche termocamino) a legna o a pellet: è in pratica un caminetto a focolare chiuso, con una o più superfici di vetro, e funziona come le stufe del punto precedente.
  • Inserto a legna o a pellet: crea nel vecchio caminetto una camera di combustione chiusa, rendendolo più efficiente senza intaccarne la bellezza antica.

Stufa a legna o a pellet?

Nonostante l’aumento dei prezzi degli ultimi anni, in tutte le sue forme il legno rimane il combustibile più economico e con un impatto ambientale minore rispetto ai combustibili fossili. Il legno e, più in generale, le biomasse legnose sono fonti di energia rinnovabili. Se bruciato in modo corretto produce emissioni limitate, mentre la sua raccolta aiuta l’equilibrio dell’ecosistema bosco e rientra nella “manutenzione” dell’ambiente campestre. Potresti preferirlo proprio perché hai l’opportunità di rifornirti facilmente, e a buon mercato, di legna da ardere o di scarti legnosi nel bosco o in campagna oppure in falegnameria o in segheria.

Entriamo nel dettaglio: meglio pellet o legna? Il legno è più conveniente – addirittura gratuito o quasi se è disponibile nei dintorni – e ti regala un’esperienza inimitabile: l’atmosfera accogliente, il profumo rilassante e così via. Per contro ha un rendimento inferiore e una combustione meno pulita.

È meglio una stufa a legna o una stufa a pellet? Rispetto alle stufe a pellet, quelle a legna sono un po’ più vincolanti: le devi caricare a mano perché non sono alimentate in automatico, non puoi programmarle (ora di accensione/spegnimento, temperatura etc.), per l’installazione hanno esigenze tecniche più rigide (ad esempio per quanto riguarda la canna fumaria), necessitano di spazi maggiori (basta pensare allo stoccaggio della legna). Il costo di una stufa a legna e le spese di installazione sono però inferiori rispetto a una stufa a pellet.

Per le stufe a biomassa ad alte prestazioni puoi avvalerti di diversi incentivi: le agevolazioni fiscali di Superbonus, Ecobonus, Bonus Casa e i contributi diretti del meno noto Conto Termico e delle iniziative regionali collegate.

Quanto scalda una stufa a legna?

Quanta legna serve per riscaldare 100 m²? Quanto pellet invece? L’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL) ha calcolato le equivalenze energetiche delle diverse biomasse. Per riscaldare un appartamento di 60 m² con un isolamento medio, in un anno ti servono 10 MWh di energia, che corrispondono a circa 2.500 kg di legna stagionata o 2.000 kg di pellet. In termini di combustibili fossili, per produrre la stessa quantità di energia devi comprare 1.000 l di gasolio o 1.000 m³ di metano.

Che tu decida per una stufa a legna o a pellet, l’importante è non lasciarsi tentare dal fai da te. È necessaria la consulenza di un termotecnico che dimensioni in modo corretto l’apparecchio ad alta efficienza e ti supporti nella scelta. Scelta che deve tenere conto della zona dove vivi, della superficie da riscaldare e delle caratteristiche dell’abitazione (compresa la qualità dell’isolamento termico), della compatibilità con i requisiti per l’installazione, dello spazio necessario. Scelta che dipende poi dalle tue necessità: riscaldare tout court o integrare il riscaldamento esistente? Produrre anche acqua calda sanitaria, prevedendo un impianto a pannelli solari termici? Considera poi le tue preferenze, ad esempio in merito alla praticità d’uso della stufa e all’approvvigionamento locale di combustibile. In ogni caso opta per stufe o caldaie a biomassa di ultima generazione certificate secondo le norme tecniche di prodotto europee UNI EN.

Uno dei vantaggi di riscaldare la casa senza gas è proprio l’assenza del gas, che la rende più sicura. Rimanendo in tema di sicurezza, è importante che l’installazione della stufa a legna o a pellet venga fatta da un professionista abilitato e aggiornato sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Altrettanto indispensabili per la sicurezza sono la manutenzione periodica e la pulizia della canna fumaria da parte di tecnici abilitati e specializzati. Manutenzione significa anche più efficienza e meno inquinamento. Se hai fatto installare una caldaia a biomassa, la manutenzione è obbligatoria per legge, come per tutte le caldaie.

Acquistare o autoprodurre la legna?

Come gestire l’approvvigionamento del combustibile della stufa a legna o a pellet? Puoi optare per l’autoproduzione facendo legna nel bosco: per evitare sanzioni, prima informati sulle regole locali che disciplinano modalità e tempi dei tagli boschivi per l’autoconsumo. Se hai una campagna, sfrutta i residui della potatura e dei vari lavori svolti nel vigneto, frutteto etc. Allo stesso modo puoi impiegare il legno che risulta dalla pulizia di argini e fossi, così come quello ottenuto dalla cura del verde in giardino. Per trasportare con facilità il materiale dal bosco e dalla campagna puoi usare una motocarriola cingolata.

Assicurati di avere l’attrezzatura adatta al caso: motosega da potatura o motosega multiuso per i tagli stagionali, decespugliatore munito di filo ad alte prestazioni o lama o disco per i lavori di pulizia. Se cerchi una panoramica sugli strumenti per potare, qui trovi la nostra guida ai diversi attrezzi da potatura.

La legna va bruciata soltanto dopo un’adeguata stagionatura: l’umidità infatti ne compromette il potere calorifico. Trovi i nostri suggerimenti per la stagionatura in questo articolo sul taglio della legna da ardere. La motosega è indispensabile anche in questa fase, per ridurre la legna delle dimensioni ottimali per accatastarla a seccare e per caricarla nella stufa. Va stagionato anche il cippato, che puoi bruciare tale e quale (se la caldaia o la stufa è predisposta per il cippato) o adoperare come materia prima per produrre il pellet in casa.

In alternativa all’autoproduzione, puoi affidarti a un rivenditore di fiducia da cui acquistare legna e pellet di qualità. Per avere la certezza di comprare un buon prodotto – dal punto di vista della resa e della sostenibilità – la scorciatoia è scegliere legna e pellet certificati.

Il legno non è l’unica opzione per riscaldare senza gas. L’elettricità è un’alternativa con cui, ad esempio, alimenti una pompa di calore ad alta efficienza, in grado di riscaldare d’inverno, raffrescare d’estate e produrre acqua calda. È una soluzione da valutare caso per caso, che però incide sulla bolletta della luce, ma puoi limitarne l’impatto investendo in un impianto a pannelli fotovoltaici.

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